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Esecuzione immobiliare. Difendersi

Esecuzione Immobiliare.

Difendersi.

La materia delle esecuzioni immobiliare è sempre un argomento delicato. Il bene casa è ritenuto dagli italiani il bene per eccellenza, non è un caso che circa 80% degli italiani possiede un immobile di proprietà. E’ ovvio che il cittadino a cui è stata sottoposta ad una escuzione immobiliare la casa, vive in uno stato di ansia, per la paura che il bene possa essere venduto.Dopo il pignoramento, infatti, si effettua la vendita all’asta del bene. Il più delle volte la casa è stata acquistata con un mutuo, ed è proprio la Banca mutuante che agisce, nella maggior parte dei casi, per ottenere il pagamento di quanto le è dovuto. Il debitore che subisce il pignoramento è sicuro che nulla più possa essere fatto e quindi non si difende in giudizio.

Sebbene la situazione in casi del genere sia alquanto difficile, il debitore che non si costituisce nella procedura, rinunciando a difendersi, commette un errore. Il cittadino, nelle esecuzioni immobiliari, ha il diritto-dovere di difendersi.

E’ sempre utile rivolgersi ad un legale per far analizzare il proprio caso e verificare se sia possibile o meno approntare una linea difensiva.

Il 90% dei debitori, cui è stata pignorata la casa non vigila per verificare che siano rispettati i suoi diritti.

E’ bene rammentare che la procedura esecutiva è alquanto articolata ed il creditore procedente potrebbe incorrere in errori che possono porre nel nulla la vendita del bene.

Quindi esercitare il proprio diritto di difesa è fodamentale.

Certo, il pignorato potrebbe non avere mezzi per farsi difendere. Per superare questo inconveniente può ricorrere al patrocinio a spese dello Stato per vigilare sul rispetto delle regole. E’ una battaglia ardua e irta di ostacoli ma non impossibile da vincere.

Lo strapotere delle Banche e il loro agire indisturbate, anche quando commettono palesi violazioni delle regole vigenti, è in gran parte frutto anche di un atteggiamento di rinuncia. I cittadini rinunciano a difendersi usando come alibi la difficoltà di comprendere la normativa di settore delle Banche ( il diritto bancario). In realtà oggi esistono molteplici strumenti per comprendere se sia opportuno o meno difendersi. Si possono porre domande sui siti degli studi legali attraverso le chat dedicate alfine di comprendere se è possibile approntare una difesa in giudizio. In genere quasi tutti gli studi sono dotati di questo nuovo modo di comunicare o di raccogliere domande dei potenziali clienti.

E’ possibile leggere gli articoli dedicati all’argomento e porre domande sotto forma di commento all’articolo oggetto di interesse.

Gli strumenti per approfondire e cercare di capire come difendere la propria casa ci sono. Quanti cittadini si sono buttati su google cercando di informarsi e di trovare una soluzione? Le soluzioni si trovano solo se le persone si impegnano a cercarle. Inoltre un’altra arma anzi forse l’unica che ha il cittadino è quella di chiedere aiuto e porre il problema.

Per anni le Banche hanno scritto contratti di mutuo intrisi di palesi violazioni legislative, pensiamo all’anatocismo, agli interessi usurai, ma se ciò è accaduto è perchè il cittadino si affidava all’esperto della Banca come se lo stesso fosse il tutore del pubblico interesse. In realtà le Banche sono e si comportano come imprenditori a volte spegiudicati e violando palesamente il diritto.

Tuttavia in uno Stato di diritto è necessario acquisire la consapevolezza che la propria tutela non può essere delegata a terzi, ma che occorre farsi parti diligenti, informarsi e vigilare.

Se il cittadino è vigile o si fa guidare ed aiutare da esperti del settore è possibile impedire gli abusi che vengono praticati.

Avv. Filomena Iervolino

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