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Il Laboratorio delle Idee

Un giorno ho ascoltato un’intervista ad una persona, credo si trattasse di un religioso.

Quella persona mi sembrava specialissima, ho pensato immediatamente, e non so perché, che fosse la persona più ricca del mondo.

A questa conclusione sono giunta d’improvviso come un’illuminazione.

Eppure quella persona non possedeva beni.

Si trattava di un religioso che non aveva nulla di suo. Un sorta di voto di povertà.

Allora mi sono detta: perché ho pensato che fosse ricca, anzi perché ho pensato che fosse la persona più ricca del mondo?

La domanda è rimasta sospesa.

Un altro giorno mi si è impressa nella mente un’altra scena.

Un’attrice piccolina, bassina, un’altra religiosa, che indicava ad uomo come la realtà parte dalla mente.

Ogni cosa reale prima di diventare tale, parte dalla mente, dall’idea di essa che si forma nella nostra testa.

Un dottore prima di diventare medico, parte dall’idea di diventare dottore.

Certo poi c’è tutto un lavoro dietro per trasformare quella idea in realtà, ma tutto parte dall’idea.

E rivedo la mano di quest’attrice bassina, che si poggia sulla testa dell’uomo, catturando l’idea nella sua mente, e dimostrandogli che, da quell’idea è nata la realtà.

Cosa c’entrano queste due immagini, quella del religioso più ricco del mondo, e quella dell’attrice bassina?

Due immagini che restano lì, e che un giorno, nella mia mente, si congiungono mirabilmente.

Ogni essere umano è un universo inesplorato.

E’ una meraviglia.

Nessun essere umano è identico ad un altro.

Siamo tutti esemplari unici, fatti da un essere onnipotente che ci ha creati tutti diversi e tutti unici.

Cosa mirabile e straordinaria!

Ma se è così, ognuno di noi partorisce pensieri diversi, idee diverse.

La nostra unicità è la nostra ricchezza.

E’ il nostro valore intrinseco.

Siamo ricchi pur se non abbiamo nulla.

Abbiamo un valore intrinseco, impressoci dal nostro Creatore.

Se solo avessimo presente ciò, potremmo comprendere fino in fondo cosa è “un uomo” e cosa Dio ha creato, e solo Lui avrebbe potuto creare.

E quindi ora credo di intuire perché quel religioso era l’uomo più ricco del mondo.

Aveva in sé la consapevolezza della sua unicità, la consapevolezza di essere creatura di Dio.

Non una visione idolatra di se sé stesso, ma la consapevolezza della immensità ed onnipotenza del suo Creatore.

E Dio, anche quando crea una cosa “finita”( ed è tutto da vedere se sia tale), come “l’uomo”, lo fa in modo perfetto e sorprendente.

Parliamo di Dio!

Ed ecco l’altro punto di congiunzione.

Se l’uomo fosse consapevole del suo essere Creatura di Dio, sarebbe consapevole anche della forza che ha in sé, e delle potenzialità del suo essere.

Ecco perché un’idea, un pensiero finito, partorito dalla nostra mente può diventare realtà, seppure attraverso l’impegno di una vita intera.

Ma perché ciò possa accadere, l’uomo deve riscoprire la propria unicità.

Deve comprendere che solo accedendo a tale unicità può offrire idee valide e nuove, trasformabili in realtà.

Non è nell’eco di idee uniche (pre-costruite da alcuni) che l’uomo può aumentare il proprio valore e acquisire dignità ( che già gli appartiene).

Si dice sempre che il mondo è pieno di problemi.

I problemi invocano soluzioni.

Ma per trovare soluzioni bisogna cercarle e aver voglia di cercarle. La massificazione delle idee ( nel senso di un mero eco delle medesime idee tutte uguali) vanifica la nostra unicità e anche la nostra utilità.

L’uomo ha già in sé gli strumenti per la soluzione dei problemi ( per la maggior parte da lui stesso creati).

Non perché è un Dio.

Bensì, perché creato da Dio.

Quindi deve pescare dalla sua unicità per approdare alla soluzione dei problemi.

Abbiamo una mente, ancora sconosciuta, che deve essere usata per risolvere problemi, creare soluzioni.

Il laboratorio delle idee, è un progetto che parte da una idea.

L’uomo è dotato di creatività, della capacità di creare ciò che nella realtà non c’è, partendo da un’idea.

Può quindi creare soluzioni per problemi concreti.

Può attingere alla sua unicità per migliorare la vita e la società, per tutti.

Si tratta del fattore “umano” che in nessun studio statistico può essere matematicamente misurato, perché è insondabile.

Quindi pensiamo, sforniamo idee, che trasformeremo in realtà.

Immagino un cappello caldo e bello all’uncinetto, e ho provo a realizzarlo.

Partire da un problema concreto ed immaginare soluzioni del medesimo, verificando la fattibilità delle idee immaginate.

E’ questo il laboratorio delle idee.

Impariamo a trasformare in realtà le nostre idee.

Ma non limitatevi all’idea.

Provate ad immaginare come trasformarla in realtà, come renderla fattibile.

Avv. Filomena Iervolino

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