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Prima casa: come difenderla

Prima casa

Prima Casa: come difenderla

Come può il consumatore difendere l’acquisto della prima casa, se non è più in grado di

pagare le rate del mutuo alla Banca?

 La risposta sembra complicata.

In realtà la prima cosa che deve fare un cittadino è informarsi adeguatamente.

Le regole contenute in un contratto di mutuo sembrano incomprensibili, e chi non è a conoscenza della disciplina bancaria, si sente inerme e neppure in grado di capire se abbia o meno subito un torto.

In realtà l’unica arma, e di certo la non meno efficace, di cui dispone il cittadino, è la conoscenza.

Pertanto, sebbene si tratti di una tematica molto complessa, il cittadino può acquisire gli elementi necessari a comprendere se il mutuo stipulato per l’acquisto della prima casa, è un mutuo valido e conforme a legge, oppure no.

Si tratta di una indagine molto simile a quella che fa il medico sul paziente.

Il dottore conosce i sintomi per poi risalire dai sintomi alla individuazione della malattia che ha colpito il paziente.

Quindi il cittadino deve conoscere i sintomi del proprio contratto di mutuo, per poter comprendere se sia effettivamente malato e quindi invalido, e/o nullo.

Ecco cosa verificare per scoprire se il mutuo stipulato per l’acquisto della prima casa è valido:

1.La primissima indicazione il consumatore la ricava dalla data di stipula del mutuo.

Si tratta di un mutuo stipulato nel 2001,2002, 2003 o 2004 ? E’ molto probabile che tale mutuo sia nullo.

2. Altra verifica da fare è il tipo di mutuo che il consumatore ha stipulato.

Nella parte finale del contratto di mutuo, stipulato innanzi al notaio, di cui il notaio rilascia copia al consumatore, esiste una scheda di sintesi che fornisce indicazioni sul tipo di mutuo stipulato. Se su tale scheda leggete la parola “mutuo fondiario”, avete individuato un altro elemento indicativo della invalidità dell’atto.

3. Occorre poi conoscere la somma corrisposta dalla Banca per l’acquisto della prima casa e il prezzo pagato.

La Banca infatti non può erogare una somma superiore o pari al prezzo di acquisto della prima casa se il mutuo è qualificabile come mutuo fondiario.

4. Altra verifica concerne l’entità degli interessi da corrispondere.

In questo caso la verifica è più complessa, e non può essere effettuata dal cittadino, in quanto occorre la perizia di un tecnico. Tuttavia, se leggendo il contratto, il cittadino si rende conto che sono stati previsti degli interessi di mora è probabile che il mutuo presenti un altro sintomo rilevante della sua invalidità.

Da queste prime verifiche il cittadino può ricavare elementi utili per stabilire se è o meno necessario approfondire la questione.

 

Se i sintomi esistono tutti, i vantaggi del cittadino in caso di effettiva esistenza anche della malattia, sono molteplici.

In primo luogo si potrebbe arrestare una procedura esecutiva in corso avente ad oggetto il pignoramento dell’immobile.

In secondo luogo si potrebbe ottenere la pronuncia di usurarietà degli interessi pattuiti, cosìcché il contratto di mutuo risulterebbe gratuito.

Il cittadino potrebbe imputare a capitale tutto quanto corrisposto alla Banca. Conseguentemente sarà tenuto a restituire solo il capitale ricevuto, senza dover corrispondere, nè interessi corrispettivi, nè interessi di mora.

In terzo luogo, potrebbe ottenere la riduzione della ipoteca sulla prima casa, laddove abbia provveduto già al pagamento della quinta parte di quanto dovuto.

Tutto ciò solo a titolo esemplificativo, in quanto è lo studio del caso concreto che può suggerire una difesa più o meno incisiva.

Il cittadino però non è privo di tutela, deve solo agire, informarsi, e la possibilità di difesa esiste.

Una volta individuati i vizi del contratto di mutuo, il cittadino- consumatore può giudizialmente contestare la validità del mutuo. Tuttavia la fase giudiziale, temuta e  malvista per la sua farraginosità e lunghezza, è il secondo momento.

Per legge le controversie bancarie devono essere precedute dalla mediazione. Ebbene in questa sede, il cittadino può far valere le contestazioni nei confronti della Banca e sperare di giungere ad un accordo che componga armonicamente gli interessi personali con quelli legittimi dell’Organismo finanziatore, scongiurando la fase giudiziale.

Tuttavia laddove il ricorso all’autorità giudiziaria fosse inevitabile, il cittadino consumatore che non abbia mezzi sufficienti per farsi assistere da un legale, potrà chiedere il ricorso al Patrocinio a Spese dello Stato .

Quindi difendersi è possibile anche per le persone prive di un reddito o con un reddito, dell’intero nucleo familiare, al di sotto dell’importo annuo di €. 11.400,00 circa.

Presso gli Ordini degli Avvocati, distribuiti su tutto il territorio nazionale, è possibile accedere ad un elenco che consente di individuare il professionista competente a garantire assistenza tecnica alle persone non abbienti, sia nella fase di mediazione che in quella giudiziale.

 Avv. Filomena Iervolino

 

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