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Turbativa d’asta : esecuzione immobiliare

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Turbativa d’asta: esecuzione immobiliare

In questi anni di profonda crisi economica, molte sono le case degli italiani rimasti senza lavoro, che sono state sottoposte dalle Banche ad esecuzione immobiliare, per il mancato pagamento delle rate del mutuo con cui l’immobile era stato acquistato.  Alla perdita del lavoro, si aggiunge spesso la perdita della casa, che getta la famiglia in uno stato di sconforto, a volte incolmabile. Tuttavia il recupero del capitale prestato, si presenta come una impresa,anche per le Banche, che affrontano costose procedure esecutive senza recuperare se non una minima parte del capitale prestato. Anzi la maggior parte delle vendite, soprattutto nelle zone territoriali, economicamente più svantaggiose, la procedura esecutiva è caratterizzata da un susseguirsi di aste andate deserte anche a fronte di immobili stimati come beni di valore.

Le Banche sono giocoforza obbligate a procedere in una esecuzione immobiliare che non darà frutti e che si conclude con un niente di fatto.

Da qui la incomprimibile tentazione di impedire che anche beni di un certo valore, vengano eccessivamente deprezzati, e di conseguenza risultino invendibili. La tentazione del creditore (il più delle volte una banca) si traduce nel tentativo di alterare il regolare andamento dell’asta.

Attraverso offerte, presentate da società immobiliari, facenti capo al creditore, che in realtà non hanno alcuna intenzione di procedere all’acquisto del bene, si tenta di mantenere alto il prezzo offerto, “vivacizzando l’asta”.

In realtà tale” vivacizzazione” potrebbe aver luogo solo se si conoscesse il numero degli offerenti, che dovrebbe per forza di cose essere superiore ad uno.

In assenza di una informazione in tal senso, o di almeno due offerte è difficile che l’operazione di “vivacizzazione dell’asta” possa avere successo.

Ebbene, questa pratica è del tutto illegale perchè turba e altera il regolare svolgimento degli incanti. Trattasi di una pratica ingannevole volta a costruire un interesse,solo apparente per un bene .

La giurisprudenza ha esteso la portata applicativa del reato di turbativa d’asta contemplato dall’art. 353 cp, includendovi anche il “mezzo fraudolento” che consista in qualsiasi attività ingannevole “che,diversa dalle condotte tipiche descritte dalla norma incriminatrice, sia idonea ad alterare il regolare funzionamento della gara, anche attraverso anomalie procedimentali, quali il ricorso a prestanomi o l’indicazione di informazioni scorrette ai partecipanti, e a pregiudicare l’effettività della libera concorrenza, la quale presuppone la possibilità per tutti gli interessati di determinarsi sulla base di un corretto quadro informativo”. Persino la rinuncia a partecipare alla gara può configurarsi come una condotta incriminabile ed integrare il reato di turbativa d’asta, e non quello di astensione dagli incanti, quando si inserisce nell’ambito di un ampio e concordato accordo collusivo finalizzato ad alterare l’esito della gara, ed assume perciò la veste di comportamento “attivo” in vista della buona riuscita dell’operazione illecita.

Per evidenziare la rilevanza penale di comportamenti o prassi invalse nelle procedure immobiliari, si riportano  una serie di massime concernenti il reato di turbativa d’asta, che svelano i comportamenti penalmenti rilevanti nell’ambito di tali procedure.  

Cass. n. 16333/2011

Nel reato di turbata libertà degli incanti, il mezzo della colluil “mezzo fraudolento” possa consistere in qualsiasi attività ingannevole “che, diversa dalle condotte tipiche descritte dalla norma incriminatrice, sia idonea ad alterare il regolare funzionamento della gara, anche attraverso anomalie procedimentali, quali il ricorso a prestanomi o l’indicazione di informazioni scorrette ai partecipanti, e a pregiudicare l’effettività della libera concorrenza, la quale presuppone la possibilità per tutti gli interessati di determinarsi sulla base di un corretto quadro informativo”.sione riguarda tutti gli accordi preventivi intervenuti tra i partecipanti sui contenuti specifici delle rispettive offerte, diretti ad alterare il principio della libera concorrenza tra i singoli soggetti giuridici che partecipano in via autonoma alla gara. (Fattispecie in cui la S.C. ha ravvisato la configurabilità del reato in relazione a gare di affidamento del servizio di vigilanza presso enti pubblici, mediante la creazione preventiva di una rete di imprese collegate tra loro, e la successiva partecipazione contemporanea delle medesime alle gare d’appalto, come entità apparentemente distinte ed autonome).

Cass. n. 12821/2013

Il reato di turbata libertà degli incanti è reato di pericolo che si configura non solo nel caso di danno effettivo, ma anche nel caso di danno mediato e potenziale, non occorrendo l’effettivo conseguimento del risultato perseguito dagli autori dell’illecito, ma la semplice idoneità degli atti ad influenzare l’andamento della gara. (Fattispecie di ritenuta sussistenza dell’illecito, in cui lo scambio di informazioni tra più imprese prima dello svolgimento della gara, avvenuto al fine di predeterminarne l’esito, sebbene avesse inciso in misura modesta sul calcolo delle medie per l’individuazione dell’aggiudicatario e fosse inidoneo a dare garanzie assolute sul risultato, aveva concretamente alterato il confronto delle offerte ed influenzato la regolarità della competizione).

Cass. n. 4185/2005

Nel reato di turbata libertà degli incanti, la qualità di preposto, cui si riferisce l’art. 353 comma secondo c.p., spetta a chiunque assuma e svolga, anche di fatto e in un qualsiasi momento dell’iter procedurale, funzioni essenziali ai fini della realizzazione dell’obiettivo finale del pubblico incanto o della licitazione privata, in modo che, a causa della sua condotta, risulti pregiudicato il principio della libera concorrenza che costituisce il bene protetto dalla norma incriminatrice.
Il reato di turbata libertà degli incanti, se realizzato con la condotta di collusione, si consuma nel momento in cui è stata presentata l’ultima delle offerte illecitamente concordate, mentre nessun rilievo assume il successivo atto di aggiudicazione, posto che il turbamento si verifica per il solo fatto della presentazione delle offerte.

Avv. Filomena Iervolino

 

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